Incontri con artiste ed artisti

 Venerdì 11 settembre 2020 alle ore 16 un incontro con l’artista LeoNilde Carabba.

L’artista, nata a Monza il 28 novembre del 1938, vive e lavora a Milano.
Da sempre attiva nel movimento femminista è stata cofondatrice della Libreria delle donne di Milano e della Cooperativa Beato Angelico, prima galleria di genere, con Carla Accardi e altre note artiste. Formatasi nella Milano artistica degli anni ‘60, nel 1966 ha iniziato a sperimentare la luce come elemento tecnico per la realizzazione delle sue opere. L’uso di microsfere di vetro e, successivamente, di colori fluorescenti e fosforescenti, luci di wood, a volte laser, le consente di creare opere che, a fronte di luce diurna o notturna, mutano di fronte agli occhi di chi osserva.
Più di 250 mostre, tra queste è importante segnalare: 1969 Dal Segno all’Oggetto Gall. Cadario, Caravate – Fontana, Munari + 40 artisti contemporanei. 1977 Berlino, Kunstlerinnen International con opere di artiste dal 1877 al 1977 e Charlottemburg Berlin 1977 (alla quale LeoNilde è stata invitata ad esporre con un centinaio di artiste, tra le quali Mary Cassat, Sonia Delaunay, Frida Kahlo, Bice Lazzari, Luoise Nevelson, Georgia 5 settembre articolo elisa O’Keeffe. 1987 – 2008 Maestri di Brera a Shanghai. Liu Haisu Museum, a cura di R. Bellini. 2017 BLACK LIGHT ART La Luce che colora il buio Milano, Como e Spoleto a cura di G.Gellini, F. Agrifoglio e G. Corica. 2018 Confluentes. Ludwig Museum Koblenz; 2020 GEO-GRAPHIES ART WOMAN- CONTEMPORARY ART EXHIBITION a cura di D. Sacquegna. Primo Piano LivinGallery, Lecce.
LeoNilde Carabba sarà presente alla Biennale della Luce di Mantova dal 26 settembre al 31 Dicembre 2020 con un’installazione dal titolo Work in process Interstellare. L’installazione è composta da 22 quadri, ciascuno di centimetri 50 x 70, ispirati all’Alfabeto Ebraico. In essi sono rappresentate Stelle esagonali (il Sigillo di Salomone) corrispondenti al valore numerico delle lettere, Aleph una stella, Beth due e così fino a Scin 300 e Taw 400.


 Sabato 22 agosto 2020  incontro verbale visivo con Paolo Cabrini per Pratiche dello Yajè  sul tema dell’arte tipografica.

Paolo Cabrini è partito, nella sua introduzione, dal significato di Pratiche dello Yajè,
Yajè è il termine usato dalla popolazione indigena dell’Amazzonia dell’Equador per indicare l’ayahuasca dalla quale si ricava la bevanda che permette agli sciamani, i saggi delle comunità, di entrare in un mondo parallelo. Esponenti della Beat Generation come Ginsberg e Burroughs si accostarono allo sciamanesimo con l’intento di comprendere un mondo “altro”.
La stampa a caratteri mobili, nata con Gutemberg e sviluppata sino agli anni ’70 del secolo scorso, ha permesso l’accesso all’istruzione e allo scambio di pensiero e opinione a persone che ne erano prive.
Paolo Cabrini ha poi fatto un interessante parallelo tra la possibilità di percepire, attraverso l’ayahuasca un mondo “alla rovescia” così come avviene per la formazione delle parole tramite e caratteri da stampa.
Oggi ci sembra quasi incredibile che i tempi di realizzazione di 80 copie della Bibbia siano stati di sei anni, pur sapendo che stampando a Magonza Gutemberg acquistava a Torino la carta realizzata con fibre di canapa.
Legato all’America latina Paolo, nel 2007, si dedica per Pratiche dello Yajè, alla realizzazione di Plaquette, edizioni d’arte preziose in 42 copie. Successivamente si è dedicato alla stampa di manifesti in misura cm 30 x 40 e di cartoline ironico – provocatorie a carattere sociale.
Per il Parco della Goccia Paolo ha realizzato, tramite stampa xilografica, a differenza di altre artiste e artisti invitati, un libro d’artista in legno ispirato all’esperienza operaia degli anni passati, oggi documentati dalla presenza dei gasometri e degli armadietti. L’ultima proposta editoriale di Paolo per Pratiche dello Yajè saranno le Gastrorcherie, sorta di ironica e provocatoria critica all’attuale eccessiva attenzione al cibo.
Al termine della presentazione verbale visiva le persone partecipanti all’incontro hanno potuto visionare i libri d’artista, le plaquettes e le piccole edizioni preziose e sperimentarsi nella stampa di uno splendido “Gallo despertador del pueblo”.Una favola di incontro.


Venerdì 21 agosto 2020 un pomeriggio omaggio alla figura dell’artista Giannetto Bravi.

Dopo una breve presentazione dell’artista, nato in Libia nel 1938, vissuto a Napoli dal 1940 e poi a Cislago, l’intervento di Laura Bonato, moglie di Giannetto, ha ampliato la visione agli aspetti familiari, sociali ed artistici.
Ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale l’assessore Franco Tremolati che ha personalmente ringraziato per il dono fatto, da parte della famiglia Bravi, di un’opera di Giannetto al comune di Sormano, opera che fa parte della Quadreria e che è stata collocata nell’ufficio del sindaco.
Sono poi intervenuti, con musica e canto, il figlio di Giannetto, Mauro Bravi per La città sonora, Jae Hee Kim, e Ian Giannetto Bravi. Chitarra, voce e flauto traverso hanno accompagnato il pensiero e l’arte di un uomo apprezzato e amato.
Il pubblico, sempre limitato nel numero per garantire il distanziamento necessario, ha apprezzato molto l’iniziativa. Tutte, tutti, speriamo possa essere ripetuta in tempi che possano permettere il godimento dell’iniziativa ad un numero più alto di persone.