Coppia in arte A. Prota-Giurleo e A. Sormani

Sabato 30 luglio 2022
I lavori degli ultimi venticinque anni di Antonella Prota Giurleo e di Antonio Sormani in mostra alla Casa dei quadri.

Di Attilia Garlaschi
E’ così nell’arte e nella vita di questi artisti che condividono percorsi e esperienze artistiche in giro per il mondo: amore per l’arte, arte per amore. Percorsi differenti ma paralleli, talvolta convergenti nell’approccio e nei materiali, nei luoghi e negli intenti, spesso divergenti nelle tecniche e nella realizzazione. La mostra evidenzia un dialogo tra diversi periodi degli artisti, una stratificazione di esperienze anche in luoghi altri (Cina, Perù, Francia, Portogallo, Cina, Finlandia, Città del Messico) che li hanno visti insieme ma mai vicendevolmente contaminati, mantenendo ciascuno la propria cifra stilistica. L’ultimo progetto insieme è la Casa dei quadri: non è soltanto un luogo, ma neanche l’ultimo approdo di due lunghe carriere: solo una tappa di un percorso che li vede attivi e propositivi a livello locale e internazionale, presenti e coinvolgenti.

E’ la prospettiva sociale l’anima delle opere di Antonella, dove sociale si coniuga con naturale, sottendendo un discorso di rispetto che definirei universale nei confronti della vita. Arte militante, presenza costante al fianco delle donne e al loro lavoro: e in difesa dei diritti elementari, come il diritto all’arte, con il suo impegno pluriennale nella sezione femminile del carcere di San Vittore. In questa mostra sono presenti i lavori del ciclo “Memoria”, ricalchi di forme naturali, (ci sono anche i sassi del torrente di Sormano) che vengono analizzati, reinterpretati, ricomposti in un unicum e riproposti nelle loro forme pure, tratteggiate e velate su supporti evanescenti come le carte giapponesi, velature che hanno appunto la matericità del ricordo. I materiali diventano anche impronte, testimonianza muta ma evocativa di vite vissute, laddove in un’altra serie di opere sono inglobati pezzi di utensili, di ceramiche, le tele, i fili, le terre di un Perù primordiale: opere dove i colori sono ricavati dalla natura e i pezzi di mondo e il substrato pittorico sono tenuti insieme con colla naturale (di coniglio) per consentire al tutto di collocarsi in un universo naturale a tutto tondo. Vivo.
Tenere insieme, legare con un filo: una costante nel lavoro di Antonella Prota Giurleo che con i fili (cotone, lana e ogni genere di fibra naturale) ricompone e moltiplica le energie, ricompatta e ricostruisce. Una declinazione di questa sua cifra stilistica sono i libri d’artista: frammenti di realtà, carte colorate, recuperate, riciclate entrano nei collage variopinti o monocromatici delle sue composizioni dove con abilità e pazienza certosina, piega, taglia, compone, accosta, scompone per ricomporre e dare unità. Crea magnifiche “concertine” o fanzine coloratissime, un mix emozionante di parole e collage.
E sempre al lavoro delle mani (femminili, in particolare) che sono dedicate altre opere di Antonella Prota Giurleo presenti in mostra. Già… le mani delle donne…appaiono spesso nei suoi lavori e sono sempre espressioni di un fare che sa di famiglia e di tradizioni, di accoglienza e di vitalità, di lavoro e di incombenze quotidiane, di arte e di volontà di fare, di agire. Dice del suo lavoro Donatella Airoldi: “le opere (…) abbracciano simbolicamente alcuni degli aspetti più significativi dell’esistenza, delle donne in particolare, che vanno dal quotidiano al sogno, dalla morte all’Utopia. L’atteggiamento, il senso sotteso, l’induzione di pensiero sono i legami “forti” che uniscono tra loro questi lavori fino a formare un grande affresco allegorico sulla vita”.

Nelle opere esposte da Antonio Sormani si intravede un leitmotiv legato alla frammentazione, pezzi di paesaggio che entrano in una composizione a volte astratta che assume un significato d’insieme: è uno sguardo poetico che assembla e ricompone i frammenti della realtà, senza una strategia precisa, con una dose di casualità che lo hanno portato a riconoscere i pezzi, i Frammenti come asse portante, pietra angolare del percorso artistico degli ultimi anni.
A volte si intuisce un soggetto, ma è solo un pertugio nell’anima della rappresentazione, un tentativo di capire una verità che sfugge. Strutture mai sovrapposte ma accostate con equilibrio cromatico o contrastanti. “Percorso inconsapevole” lo ha definito Sormani, un addentrarsi nella realtà con l’occhio dell’artista che indaga, curioso, la vita: come negli ultimi lavori, quelli del ciclo delle Perturbazioni, dove, osservando i disturbi di sincronizzazione televisiva, riprende e reinterpreta colori e forme di quello che per tutti noi è qualcosa di fastidioso, da eliminare alla ricerca della visione perfetta, per dare un senso compiuto alla realtà. E’ in quella non sintonia, dove i pixel sembrano impazziti, che si insinua lo sguardo di Antonio Sormani. E’ uno sguardo lento, attento a ridimensionare la realtà secondo uno schema interiore, alla ricerca di un equilibrio non necessario ma vitale, per riscoprire un dettaglio forse nascosto ma foriero di significati variabili. A queste soluzioni artistiche Antonio Sormani è arrivato attraverso il percorso personale che si può vedere qui esposto. La ricerca artistica va colta nella sua complessità per definire un presente destrutturato e ricomposto secondo una diversa percezione artistica.
La sfida è cogliere l’idea di fondo di una ricerca per esplorare un nuovo modo di intuire / predire il presente, frammenti selezionati di una visione poetica originale e unica.
E’ compito di chi osserva ricomporre, dare un senso, accogliere una visione diversa, un punto di vista. Cogliere nei paesaggi e nelle composizioni un ritmo che è prima di tutto interiore: non fermarsi ad analizzare il lato formale ma cogliere l’essenza.
Scrive di lui Roberto Borghi “Può anche darsi che il vero soggetto dei dipinti non sia il paesaggio, ma un certo sentimento del paesaggio, una determinata percezione della natura in cui la malinconia del reperto organico si mescola con la vitalità enigmatica dei simboli, delle ombre, degli elementi allusivi che affiorano nelle immagini. Una natura intuita nel suo livello più profondo, nel suo farsi forma, ed espressa con una pittura che sembrerebbe scaturire da un desiderio altrettanto profondo del dipingere”.
Desiderio di dipingere e di fare arte che accomuna questa coppia d’artisti, finalmente insieme in mostra in questa Casa dei Quadri che rappresenta la loro essenza, la loro originalità e la loro generosità.

da Elena Ciuti il corriere del verbano.it 27 Luglio 2022
Un intreccio (ma non un “nodo”). Nell’evolvere del tempo, nella costruzione artistica e nella vita. In altre parole, un percorso insieme insieme scoprendo i segreti del divenire.
Antonella Prota-Giurleo e Antonio Sormani si calano fianco a fianco in una mostra che raccoglie le opere dei loro ultimi venticinque anni.
…si avrà l’opportunità di leggere l’arte di ciascuno dentro il dialogo che mette in atto la complessità di essere coppia d’arte con le implicazioni e coesioni e divaricazioni che ciò comporta, sia per chi crea sia per chi guarda. Affacciarsi all’uno-binario, per chi sia attratto non solo dal mostrarsi e apparire ma anche dalle intime ragioni di un così delicato cammino, è trovare una porta che si apre. La mostra avviene inoltre alla Casa dei quadri, sede della Fondazione Sormani Prota-Giurleo, creatura che a sua volta racchiude e ripropone un lungo itinerario di talenti ideali, personali, sociali’….

 

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