ArtePoesia

E’ stata lanciata una ipotesi di collaborazione tra poete e poeti che seguono le attività della Fondazione o che vi partecipano.
La proposta prevede la visione delle opere , anche utilizzando le immagini virtuali pubblicate sul sito, e l’accostamento ad esse di testi poetici personali. Hanno risposto all’appello Anna Aurenghi ,  Elena Ciuti,  Serena Rossi, Alina Rizzi, Donato Di Poce , Silvana Gatta e Annitta Di Mineo.

Annitta Di Mineo
Siciliana d’origine risiede a Gallarate. Poeta, critica letteraria, presidente e membro di giuria in concorsi letterari e musicali, promotrice culturale, ideatrice del progetto “La Settimana della Lettura Le parole sono Luce premiato in Regione Lombardia,.
Organizza eventi, reading e incontri in spazi artistici.
E’ stata docente di Letteratura italiana e Storia negli Istituti Superiori. Ha dato vita alla collana di poesia “SPHERA” che attualmente dirige per Montabone Editore – Milano, ha lanciato e curato la collana di poesia Elpìs per C.a.sa edizioni, è stata direttrice editoriale di Echi liberi.Ha pubblicato tre raccolte di poesie: Sento una Primavera nel 2011, La memoria e i suoi volti nel 2013, Il tempo non ha rughe nel 2018, che hanno ricevuto consensi dalla critica e premi in concorsi nazionali e internazionali oltre ad articoli e interviste per i mass media.
Inoltre ha pubblicato “Voci di donne” 2019 – Catalogo con poesie e dipinti, di Annitta Di Mineo e Roberto Todaro, e ha partecipato all’istallazione “Donne in gabbia” The Art Company Como, “Wunderkammer” di Parco di Canzo 2022, di Alina Rizzi.
Sue poesie figurano nel testo universitario “Antropologia della lacrima”, “I Poeti Cristiani Latini dei primi secoli”e in numerose antologie poetiche a cura da Vincenzo Guarracino, antologia poetica a cura di Guido Oldani e Marina Bignotti. Presente in diversi festival letterari, reading, conferenze, università, teatri, musei, gallerie, spazi d’arte espositivi, fondazioni.


Silvana Gatta
La passione per la scrittura si palesa molto presto, ho forse 10 anni quando, osservando un cuscino lasciato sul sofà, scrivo quella che penso sia stata la mia prima poesia “La damina dipinta” e da allora ho continuato, per piacere e passione, a scrivere anche racconti, fiabe e pensieri di vita; ero solo alle elementari e ancora non sapevo cosa sarebbe stato di me. Certo è che il destino ha deciso al posto mio: appena diplomata, assunta in un’azienda di prodotti per la scrittura e per l‘arte, sono entrata con stupore in quel mondo. Era il 1961, quando ho collaborato all’organizzazione di un premio nazionale per il disegno, premio a cui hanno partecipato artisti quali Annigoni, Migneco, Sassu, Brindisi…
E, da lì, mostre d’arte e frequentazione di artisti e artiste con i quali ho cercato di percorrere pezzetti di strada hanno arricchito la mia conoscenza.
Durante la vita lavorativa ho scritto articoli per giornali di categoria; negli anni 2000 ho fatto parte della redazione del giornale della mia città e, in seguito, sono entrata nella redazione e ho scritto articoli, su un giornale di partito. Mi sono iscritta a “Galassia” un’associazione di donne di politica e cultura .
Continuo a scrivere ancora oggi e partecipo a eventi e concorsi, per il solo piacere di poter esprimere liberamente pensieri e sentimenti.


Donato Di Poce, ama definirsi un ex poeta che gioca a scacchi per spaventare i critici. (Nato a Sora – FR – nel 1958, residente dal 1982 a Milano). Poeta, Critico d’Arte, Scrittore di Poesismi, Fotografo, Studioso del Rinascimento. Artista poliedrico, innovativo ed ironico, dotato di grande umanità, e CreAttività.
Ha al suo attivo 43 libri pubblicati (tradotti anche in Inglese, Arabo, Rumeno, Esperanto e Spagnolo), 20 ebook e 40 libri d’arte Pulcinoelefante. Dal 1998 è teorico, promotore e collezionista di Taccuini d’Artista. Ha realizzato ©L’Archivio Internazionale di TACCUINI D’ARTISTA e Poetry Box di Donato Di Poce, progetto espositivo itinerante.


Alina Rizzi è nata a Erba (CO). Giornalista, scrittrice, artista, si dedica da sempre a realizzare iniziative rivolte all’approfondimento e alla valorizzazione del mondo femminile: ricordiamo la curatela di tre antologie di poetesse contemporanee, una antologia di racconti femminili e l’opera artistica LA COPERTA DELLE DONNE, col contributo di oltre 200 artiste, esposta in varie città italiane e in Russia. Ha vinto premi letterari e partecipato a diversi volumi collettivi, tra cui l’antologia americana LA DOLCE VITA (Running Press). Ha pubblicato AMARE LEON (1998) da cui il regista Tinto Brass ha tratto il suoi ultimo film “Monamour”, i romanzi PASSIONE SOSPESA e DONNE DI CUORI, COME BOVARY e SCRIVIMI D’AMORE . La drammaturgia in versi NATASCHA E IL LUPO, i volumi di racconti BAMBINO MIO e PELLE DI DONNA. In versi: ROSSOFUOCO, 2002, IL FRUTTO SILLABATO, 2004, LA DANZA MATTA , 2011, ARITMIE, 2016, GENTE CHE SE NE VA, 2020, e diverse plaquette. Seguono i racconti DELL’AMORE NON SI SA NIENTE, 2022. Il suo blog è ostruzionivariabili.blogspot.com Per la visual art si rimanda al sito https://alinarizzi333.wixsite.com/visualart


SERENA ROSSI
Nasce a Milano nel 1972. Nel 1999 si laurea in Farmacia. Segue svariati corsi di arti visive, dal 2002 espone in mostre italiane ed internazionali. Alcune sue opere fanno parte di collezioni private e pubbliche, tra queste il museo a cielo aperto di Camo e la collezione della BPL.
Dal 2012 pubblica sue sillogi e, su diverse antologie la sua poesia. Il suo ultimo libro pubblicato è Non serve la paura. Collabora con diverse testate letterarie in rete e dal 2022 fa parte della redazione milanese della rivista culturale online Il pensiero mediterraneo .
Negli ultimi anni ha ricevuto diversi premi e segnalazioni di merito a concorsi letterari nazionali ed internazionali per le sue sillogi.


ANNA AURENGHI
Nasco a Verona. A 6 anni mi trasferisco a Milano da brava baby boomer.Leggo di continuo, dimenticando la mia età e tutto il mondo circostante. Leggo tutti i libri, giornali, riviste, fotoromanzi e fumetti che trovo in casa.
Gioco poco con mia sorella che me lo rinfaccerà per tutta la vita.
A scuola sono distratta perché penso sempre a qualcosa di diverso da quello che sto facendo, cosa che mi segnerà nel lavoro e nella vita in generale.Come sessantottina, ho fatto di tutto: assemblee a scuola e al lavoro, manifestazioni contro i sanbabilini, cortei per la Pace in Vietnam, gite in montagna nei posti in fondo ai pulmans…dicevo tutto tutto, compresa la lettura di Asimov, gli Autori russsi, Sartre, Mao, Marx e i suoi Fratelli, tranne che studiare.
Infatti non ho particolari Titoli, se scartiamo quello di COLPEVOLE: mi vanto di avere un senso di colpa smisurato, inferiore solo a quello che dovrebbe avere DIO per tutto quello che ci fa sopportare su questa terra.
Ma, sorvoliamo.
Ho scritto continuamente nella mia testa, ma ho pubblicato pochino, in confronto.
La mia produzione ufficiale: testi sceneggiatura su grandi Maestri per mostre in importanti musei, tipo Palazzo Reale a Milano, Il Vittoriano a Roma, Il Museo della guerra e della moda a Gorizia, Casa Museo Querini Stampalia a Venezia, ecc.
Tutto ciò fino al 2012, dove il mio lavoro si è fermato.
Ora sto producendo qualche balbettio fra nipotini, figli e figlie (nuore), sorella e nipote, e marito Cristiano, di nome e di fatto, che mi sostiene nei passi faticosi dopo le cadute fisiche e mentali. Vivo tra Venezia e Milano e non so decidere quale delle due amo di più.


ELENA CIUTI
Nasce e vive sul lago Maggiore. Laureata in Pedagogia alla Cattolica di Milano, dirige il settimanale Il Corriere del Verbano, ora online, fondato a Luino nel 1879 dal trisnonno Francesco Branca – origini svizzere, barricate milanesi del 1848 -, formatosi a Le Figaro, poi industriale a Maccagno. Scrive, dipinge, ama i bauli in soffitta.
L’ultimo suo testo pubblicato, ‘Acque fossili, si raccoglie intorno a lago Maggiore, Como e Bologna. Da un’angolazione esistenziale chiude un’epoca e un’altra avvia.
Nata principalmente tra 2007 e 2013, la raccolta prova a ricucire lembi degli Strappi estremi, tenta percorsi di riappropriazione. È fatta di confini, anche materici (tra Italia e Svizzera), di lago, di aria, di dialogo con gli Ineffabili e la forza del loro riemergere. Con altre parole si può dire che queste poesie, in versi sciolti e dal passo narrativo, sono una peregrinazione incessante nei campi della separatezza’.
Dalle relazioni tra opere e testi poetici è stato realizzato un video che siamo felici di pubblicare


15 aprile 2022

Il rapporto tra arti visive e poesia è espresso già nel XVI secolo con estrema chiarezza nel ‘Trattato della pittura’ di Leonardo da Vinci.
Egli afferma che ‘La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. Adunque queste due poesie, o vuoi dire due pitture, hanno scambiati i sensi, per i quali esse dovrebbero penetrare all’intelletto’.
La Fondazione Sormani Prota – Giurleo, già dai suoi esordi, ha dato grande impoertanza a questo rapporto organizzando sia percorsi di arte e poesia riferiti alle opere presenti nella Casa dei quadri che incontri di poesia.
Venerdì 15 aprile 2022 nell’ambito della mostra esposta al secondo piano della Casa dei quadri si è svolto un incontro sul tema ‘Libertà poetica tra arte e natura’
Antonella Prota – Giurleo ha brevemente illustrato le opere esposte. Sulla parete di sinistra un’opera di poesia visiva in carta e cartapesta di Ilia Tufano risponde ad un bassorilievo in legno dipinto di Mavi Ferrando mentre quattro elementi della Quadreria di arte di Giannetto Bravi dialogano con un Chiodo fisso, terracotta di Pino Deodato, e con un’opera astratta di Franco Tripodi. Nella nicchia un libro d’artista con semi di pioppo di Rita Lazzaro si confronta con quello in plexiglass di Annalisa Mitrano sulla parete di fronte. Seguono due opere ad olio su tela della serie Perturbazioni di Antonio Sormani ed una delle Nature morte tridimensionali dello stesso artista. Nella nicchia un’opera in carbone in forma di bottiglia dell’artista coreano Back Seon Ghi e, a seguire, una piccola opera che rimanda alla poesia visiva e alla tessitura elaborata da Saba Najafi. Una composizione di quadrati con forme naturali realizzati con materiali ecocompatibili di Antonella Prota – Giurleo conclude il percorso.
Durante l’incontro tre scrittrici, Annitta di Mineo, Lina Salvi e Alina Rizzi hanno letto propri testi poetici tratti da libri pubblicati recentemente. Su questi diverse persone presenti tra il pubblico sono intervenute con osservazioni o con domande.


Alina Rizzi, di Erba, scrittrice, giornalista, visual artist, autrice di libri in versi e in prosa, curatrice di tre antologie dedicate a poete contemporanee.

Lina Salvi, di Torre Annunziata, residente in provincia di Lecco, autrice di numerose raccolte poetiche e animatrice dell’annuale rassegna poetica “Orto in poesia” a Calolziocorte (LC)

 

29 agosto 2020


Alle ore 16 e alle ore 17, un percorso di ArtePoesia ha visto coinvolti un testo in prosa tratto da Arboreto Salvatico di Mario Rigoni Stern e testi poetici di Attilia Garlaschi, Roberto Lazzaretti ed AlinaRizzi.
I vari testi sono stati messi in relazione ad opere di Giovanni Sormani, di Giannetto Bravi, di Simonetta Ferrante, di Massimo Marchesotti, di Antonella Prota Giurleo e di Antonio Sormani.


14 agosto 2020


L’iniziativa si è svolta tra il primo e il secondo piano della Casa dei quadri per ascoltare la lettura di testi poetici ispirati alle o dalle opere esposte.
Due serigrafie di Veronika Van Eyck ispirate al tema della luna nella poesia di Giacomo Leopardi hanno costituito stimolo per progettare il percorso.
Così, di fronte all’opera di Fausta Squatriti si è letta Una rosa… di Gertrude Stein mentre le opere di Simonetta Ferrante e di Antonella Prota – Giurleo hanno ascoltato Dialogo con una pietra di Wislawa Szymborska
La relazione tra arte e poesia è stata esplicitata percorrendo le sale espositive accostando alle Perturbazioni di Antonio Sormani il testo di Attilia Garlaschi e a quelle di Giovanni Sormani le poesie di Antonia Pozzi e di Alda Merini mentre ad un’opera di Giannetto Bravi hanno corrisposto Facevate musica nel mio cuore di Tagore, Prevért e testi poetici sull’amore hanno colloquiato con l’opera di Marco Esteban Cavallaro.
Hanno letto Cosma Tosca Bolgiani, Attilia Garlaschi, Beatrice Lingeri, Elena Mazza,Tiziana Mazza, Renata Sala e Massimo Salvaderi.


7 agosto 2020


Alla Casa dei quadri un percorso tra arte e poesia.
Leonardo da Vinci scrisse, a proposito di questo tema, il seguente pensiero: ” La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. Adunque queste due poesie, o vuoi dire due pitture, hanno scambiati i sensi, per i quali esse dovrebbero penetrare all’intelletto “.
Due gruppi di undici persone ciascuno, accompagnati rispettivamente da Corrado Binda e da Antonella Prota – Giurleo hanno percorso le sale espositive ascoltando le voci di Attilia Garlaschi, Beatrice Lingeri, Massimo Salvaderi, Tiziana Mazza ed Elena Mazza.
Un grazie a chi ha letto e collaborato, a tutte le persone intervenute che hanno osservato le necessarie modalità di protezione. Diverse persone hanno richiesto di poter partecipare all’iniziativa ma, per assicurare la distanza fisica, non è stato possibile inserirne altre. Si organizzeranno altri due incontri di arte e poesia durante i quali, oltre ai testi già presentati si sceglieranno anche poesie in relazione alle opere di Marco Esteban Cavallaro e di Giannetto Bravi.


27 luglio 2020


Per la Fondazione Sormani/Prota – Giurleo si è svolto un percorso tra arte e poesia rivolto a due gruppi composti da dieci persone che si sono alternati tra il piano rialzato, il primo e il secondo piano della Casa dei quadri per ascoltare la lettura di testi poetici ispirati alle o dalle opere esposte.
Due serigrafie di Veronika Van Eyck ispirate al tema della luna nella poesia di Giacomo Leopardi ed una cartella di litografie di Nino Lupica per un testo di Federico Garcìa Lorca hanno costituito stimolo per progettare il percorso.
Così, di fronte all’opera di Fausta Squatriti si è letta Una rosa… di Gertrude Stein mentre le opere di Simonetta Ferrante e di Antonella Prota Giurleo hanno ascoltato Dialogo con una pietra di Wislawa Szymborska.
La relazione tra arte e poesia ha continuato ad essere esplicitata percorrendo le sale espositive accostando alle Perturbazioni di Antonio Sormani il testo di Attilia Garlaschi e a quelle di Giovanni Sormani le poesie di Antonia Pozzi e di Alda Merini mentre ad un’opera di Giannetto Bravi è corrisposto il testo Mare e terra di Puskin.
Corrado Binda e Antonella Prota Giurleo hanno accompagnato ciascuno un gruppo. Le lettrici ed i lettori sono stati  Cosma Tosca Bolgiani, Attilia Garlaschi, Beatrice Lingeri, Elena Mazza, Tiziana Mazza, e Massimo Salvaderi,
Un’attenzione particolare al lavoro delle artiste si riscontra anche nella piccola ma pregevole esposizione di libri d’artista, collocata al piano rialzato.
Testi poetici di Eugenio Alberti, Oretta Dalle Ore, Emily Dickinson, Margherita Guidacci, Vivian Lamarque, Helma Maessen, Alda Merini, Antonia Pozzi, Alina Rizzi, Evelina Schatz,Wislawa Szymborska sono stati interpretati da: Paolo Cabrini, Joelle Claudel Gandouin,Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Gabriele Genchi, Nadia Magnabosco, Antonella Prota Giurleo, Evelina Schatz, Fausta Squatriti.


15 luglio 2020


Alle cinque della sera, alla Casa dei quadri, lettura  Llanto por Ignacio Sánchez Mejías di Garcia Lorca nell’interpretazione di Attilia Garlaschi, Elena Mazza e Tiziana Mazza.
Alle nove della sera seconda lettura di Garcia Lorca. Lettrici Cosma Tosca Bolgiani, Attilia Garlaschi, Elena Mazza e Tiziana Mazza.