Bipersonale Davide Viscardi e Cristina Cary
Davide Viscardi ha presentato opere che, dietro un aspetto surreale, esplicitano la posizione critica dell’autore nei confronti della società attuale, della subcultura proposta e dell’impoverimento della lingua. Nipote del fotografo Enrico Cattaneo, Davide ha vissuto in un ambiente culturalmente molto stimolante dal punto visivo. La competenza tecnica nell’esecuzione dei collages si accompagna a un senso del lavoro che, sottilmente, esprime saperi e idealità. E che fa del rapporto tra etica ed estetica un sentire profondo, assolutamente privo di ridondanza. Non è immediata la comprensione. Inizialmente sorpresa e piacere di fronte alla bellezza si accompagnano al disorientamento per l’accostamento tra immagini e parole.
Un’indagine più accurata porta poi a cogliere alcuni particolari che compaiono in diverse opere, come se le varie immagini costituissero parte di un unico racconto. Un racconto che assume l’aspetto dell’opera teatrale e che porta a pensare e a riflettere.
Palcoscenico interiore. Anfratti. primo atto Attrazione. secondo atto Collisione terzo atto Repulsione Questo il titolo scelto dall’artista per la sua rappresentazione
Cristina Cary ha esposto disegni, acquarelli, pastelli realizzati per fermare su carta le suggestioni originate dal suo amore per il circo, le giostre, il nomadismo. Opere, mai esposte in precedenza, che definiscono il punto di partenza per un percorso di scultura realizzato nel 1990 in corso Vittorio Emanuele a Milano. Un percorso cui Cristina Cary ha voluto dare titolo Architettura Luna Park. Playground 1989/90. Visionando le carte di Cristina è stato immediato il riferimento al movimento, al metallo, alla luce e alla gioiosità che le giostre producono nel sentire umano, e non solo. Cristina ha viaggiato verso l’Emilia Romagna, per trovare, nelle fabbriche abbandonate lungo il Po, macchine da luna park i cui scarti l’appassionano l’artista. “I movimenti e circuiti, rotatori, parabolici, ellittici, vibrazionali, sussultori viaggiavano dentro di me nelle forme dell’attrazione, nelle forme del precipizio da superare, nelle forme corporee che si manifestano nell’emotività”. Cristina ci conduce in una favola dove le macchine ci riportano alle Ballerine celesti, ad Anelli, al Circo della neve, delle stelle e delle peonie.







