Si è svolta a Corsico (Milano) dal primo al 16 marzo 2026 una mostra organizzata e curata dalla Fondazione Sormani Prota-Giurleo ETS con il patrocinio del Comune di Corsico.
Il titolo, Libertè Diversitè Sororitè, rimanda alla nota frase della Rivoluzione del 1789 assunta poi come motto nazionale della Repubblica francese.
Le modifiche inserite, Diversité in luogo di Egalité e Sororitè in sostituzione di Fraternité, indicano la volontà di esplicitare il senso della libertà femminile basata sulla differenza di genere e sulla relazione tra donne.
Così scrive Cristina Rossi, rispetto al termine sororitè, nel testo di presentazione della mostra: “Invenzione politica, macchina volante, occasione di libertà che brilla per il suo valore politico. Ha avuto bisogno di tempo per incarnarsi nella realtà la parola sororità, per essere capita come occasione per sperimentare il senso libero della differenza sessuale.”
Mi appello a Luisa Muraro per significare sororité. Se libertà e uguaglianza (nella differenza) sono le parole dell’emancipazione, la sororità vuole porre l’accento sulle relazioni, le esperienze e le pratiche feconde che le donne hanno messo in atto, forti delle loro passioni, oltre le loro relazioni amicali”.
Una mostra che, anche attraverso il riferimento alle madri simboliche, artiste alle quali è stato riconosciuto il senso dell’esistenza e dei saperi, offra esperienze femminili positive alle quali le donne possano riferirsi e alle quali gli uomini possano riconoscere l’autorevolezza che induce al rispetto.
Le artiste invitate, Anna Buonapace, Margherita Cavallo, Fernanda Fedi, Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Alicia Iglesias, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Silvia Paladini, Antonella Prota-Giurleo, Mintoy Puledda Piras hanno indagato il proprio essere donna in relazione con il mondo odierno e con il passato.






