incontro con Pino Deodato

26 Giugno 2021
L’artista Pino Deodato ha conversato con il pubblico  narrando dei suoi inizi alla scuola d’arte inferiore di Vibo Valentia dove a 11 anni oltre allo studio delle normali materie inizia a modellare la creta, a intagliare il legno, a disegnare dal vero dimostrando un talento non comune.
Nella bottega del padre le persone si riunivano a leggere i grandi romanzi come I tre moschettieri, il Don Chisciotte Le mille e una notte. Forse, dice il maestro. i miei lavori vengono dall’avere, da piccolo. ascoltato queste narrazioni. Oggi legge gli haiku e… guarda lontano.

Pino Deodato nasce a Nao, Vibo Valentia, nel 1950. Vive e lavora a Milano, dove arriva nel 1969. Qui frequenta l’Accademia di Brera ed entra in contatto con alcuni esponenti dell’arte milanese, diventando poi assistente di Giangiacomo Spadari. Successivamente conosce l’ambiente artistico francese: sono gli anni Settanta, tempi in cui la cultura cammina di pari passo con le vicende politiche e sociali. Attorno a questi contenuti Deodato sviluppa le sue creazioni artistiche che espone in Italia e all’estero. Nei primi anni Ottanta lavora principalmente con la Galleria Gastaldelli, esponendo poi in vari spazi pubblici e privati: Il Milione, Cardi, Klerks, Progettoarte ELM (Milano), Cristofori (Bologna), Narciso (Torino), Poleschi (Lucca), Art Events (Benevento), Susanna Orlando (Pietrasanta e Forte dei Marmi), Ambrosino (Miami), Foro Italico (Roma), Museo Paolo Pini, Fondazione Pomodoro (Milano), Contemporary Art Platform (Kuwait City). Dagli anni Novanta l’espressione artistica di Deodato è caratterizzata da un realismo magico che, trovando ispirazione nelle pieghe della sua memoria, dà origine a vere e proprie metafore della vita. Questo percorso prosegue nel nuovo millennio: Deodato, umanista e alchimista dell’immagine, sempre in transito tra scultura e pittura, continua a narrare la storia dell’uomo con uno sguardo severo e gentile, acuto e poetico, aperto al meraviglioso e al fantastico.


 

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